Tom Stoppard non è più (solo) uno dei più grandi commediografi inglesi, ma colui che ci condurrà al teatro studio Frigia 5 con “Heartbreak – la cosa vera”

Vi aspettiamo. Io mi spoglierò (non solo in senso letterario, ma anche figurativo in scena) dai panni di Eleonora per indossare quelli di Annie. Con un incredibile Henry e un gruppo di attori professionali fantastici.

Su noi tutti brilla, oltre alla cometa di Tom Stoppard (che mi “benedisse” in un teatro del West End londinese 18 anni fa, dove all’epoca una piccola compagnia di provincia metteva in scena questo suo brillante lavoro autobiografico contemporaneo e dove all’epoca una piccolissima, ancorché minuscola, giornalista piacentina trovò il coraggio di chiedergli se poteva tradurlo), quella di Carolina Migli Bateson.

Se non mi credete sulla parola, venite a vederci.

I sogni veri reggono il tempo… questo lo è.

 

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Info e prenotazioni: teatro studio Frigia Cinque

via Frigia 5 20126 Milano

MM Precotto 1, bus 44, 7, 85, 86

tel / sms 348.2903851 -392.5191682  

e-mail: info@quintedicarta.it oppure studiofrigia5@gmail.com

 

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Ode a un papà single

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Oggi la mia rubrica è dedicata a lui, e un bel po’ anche alla sua bambina. Perché lui – di cui sappiamo il minimo indispensabile, in un mondo dove altri si fanno ospitare nei più beceri talk-show per un nonnulla – non è solamente il papà che ogni mamma single vorrebbe incontrare. E’ anche il genitore che dovremmo cercare sempre di essere.

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E con questo saluto, le mie prossime rubriche “In due” di mamma single vi danno appuntamento, tutte le domeniche, esclusivamente all’interno Portfolio su “Libertà”.
Vi ricordo che il quotidiano è disponibile anche on line (www.liberta.it).

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Suvvia, non sono appostamenti: vogliono solo usare gratis il vostro Wi-Fi (citazione Nereo Trabacchi)

Mamme single, ieri vi ho spiegato nella mia rubrica su Portfolio di “Libertà” i motivi per cui preferire il fabbro agli ex stalker e ai salvatori (vedi link sotto questa foto hot).

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Tuttavia, se riuscite a rubare a Negan la sua spinosissima mazza da baseball “Lucille”, un pensierino su di lui come “salvatore” temporaneo ve lo concedo.

Ehm…

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L’autunno è Classic Rock

 

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Oh, Yeah! L’autunno è Classic Rock. E infatti in edicola, sul nuovo numero del magazine, troverete tantissimi bei pezzi. Tra questi, il mio Heavy Load con Nick Lowe (sapevate che il suo concerto newyorkese è stato uno dei miei Top 3 del 2017? Bene, ora lo sapete…)

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Ma soprattutto…

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… per tutti quelli che, da sempre, mi fracassano (un po’) le palle con

i Fleetwood Mac, quelli che erano meglio quando c’era Peter Green

c’è la mia intervista a Mick Fleetwood, in cui si parla di tantissime cose, soprattutto delle origini di Fleetwood Mac e dell’evoluzione del rapporto con Green. Mick ci teneva tantissimo, al punto da aver scritto un intero e bellissimo volume per la Genesis, Love That Burns, su quel periodo. Io e lui abbiamo chiacchierato due ore (possiedo una serie di immagini da fare spavento!) e Classic Rock stamattina è già stato spedito al suo ristorante di Maui, dove sono stata invitata per il prossimo Capodanno – che poi sarebbe anche il mio compleanno, fate voi…

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Ma non è tutto! Intanto, ringrazio gli amici e le amiche per la pazienza (riguardo ai miei bidoni). Il fatto è che sono stata “abbastanza” saggia da ammalarmi, piuttosto seriamente, tra il mio rientro dalla Big Apple e il mio prossimo viaggio. Destinazione Broadway, of course, per lo storytelling di un certo Bruce.

Infine, un’anticipazione: con i Fleetwood Mac, mica è finita qui. Sul prossimo numero di Classic Rock, quello di novembre, leggerete un’intervista a Lindsey Buckingham scritta a due mani, ancora una volta insieme al grandissimo Ermanno Labianca.

(Bello come finale, vero?)

 

Qui Quo Qua ma anche lassù e laggiù

Anche oggi, carissimi lettori, come ogni domenica ecco puntuale la mia rubrica “In due” di mamma single, su Portfolio di Libertà. Sappiamo di essere molto seguite e questo ci fa molto piacere. Per chi si fosse perso il quotidiano uscito stamattina, sotto la foto di Qui Quo Qua – con Paperino alle prese con un benjo, fortemente ispirato da Keith Richards – il Pdf della rubrica.

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Oggi si parla di famiglie larghe, strette e variegate. Torneremo a parlare di tantissimi altri “fenomeni”. Lo faremo soprattutto per chi ci apprezza e ha il senso dell’ironia, pur sapendo di intrattenere indirettamente anche chi si annoia di domenica – e sono in tanti, a dispetto delle apparenze. In fondo, se siamo tanto lette ci sarà un perché.

Ciao, mamme!

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