Una riflessione su alcune mie grandi passioni su “Libertà”

IMG_0044

Ringrazio Leonardo Rescic, che tiene viva la rassegna stampa che mi riguarda mentre io sono in America. Non so se merito tanta attenzione, ma grazie dell’attenzione e dell’amicizia. Questa pagina riguarda, più che altro, una riflessione “a caldo”, un parallelo tra le passioni che si coltivano e una (reale, non artefatta) capacità critica.

Tutto questo è possibile? Secondo me sì, ad ogni modo scrivo la mia. In attesa fremente del mio prossimo concerto/intervista: quello di Rikie Lee Jones all’Out of Door Festival del Lincoln Center. Lì, seguirò anche i concerti (gratuiti, tra l’altro) di Nick Lowe (5 agosto) e Bonnie Raitt (13 agosto).

Oggi pomeriggio, incoraggiata dal fatto che gli Who hanno fatto temporaneamente  “scalo” a New York (li avete visti, i ragazzi, al Tonight Show?) e che Pete sta mettendo mano alle prossime performance di Classic Quadrophenia – il 9 e 10 settembre al Met – , mi sono presentata agli organizzatori dell’Out of Door: tesserino dell’ordine alla mano, raccomandazione del chitarrista più cool che i rintocchi del Big Ben abbiano mai baciato e parlantina sciolta. E così, dovrei riuscire ad incontrarli tutti: Rikie, Nick e “la” Bonnie (con l’articolo, accipicchia!).

Forse qualcun altro. Forse? A proposito di grandi passioni…

ps: Caro Dio, ti ringrazio per queste boccate d’aria rigeneranti, per questi ritorni al senso profondo di me stessa. Lontana è la provincia, coi suoi valori da strapazzo, da quattro gioiellerie e due conti in banca, con relativo spolvero. Grazie di esistere, da qualche parte. A volte ce l’ho con te, ma in questi giorni le stai imbroccando proprio tutte. Bravo!

 

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Pagine-da-Liberta-19-Luglio-2017

Quel lungo salto da Londra a Veleia e fino a Brooklyn

 

Ah sì, non c’è dubbio. Nella vita talvolta è tutto sopito, altre volte è tutto un vortice. Nel salutarvi nuovamente (si capisce che detesto gli addii, vero? Fosse per me, continuerei all’infinito come i Beatles in “Hello, Goodbye”!), invitandovi a seguirmi sia da queste parti che sul quotidiano Libertà, segnalo a breve una pagina su Tom Petty and The Heartbreakers in uscita e ringrazio Paola Pedrazzini, Sergio Rubini e Umberto Galimberti per avermi voluta con loro nello spettacolo di apertura del Festival teatro antico 2017. Certe esperienze ci arricchiscono in modo particolare, questa è certamente stata una di quelle.

Infine, la mia rubrica di mamma single oggi parla del Pride di Londra. Così, sapete subito come la penso…

-documentazione-Pagine-1-7261016

 

“Mamme single”: altre due rubriche, su richiesta, anche durante la mia rock holiday

MAMME_DI_FIGLI_MASCHI

Et voilà! Naturalmente mi potete leggere tutte le domeniche su Portfolio di Libertà, il quotidiano di Piacenza. E prossimamente, sempre su Libertà: una pagina monografica dedicata a Tom Petty and The Heartbreakers, con Stevie Nicks al British Summer Time di Hyde Park.

-documentazione-Pagine-1-6714942

-documentazione-Pagine-1-6991337

Intanto, qui in casa Bag è tutto pronto per l’Hotel California: non chiude mai, neppure a New York City. Noi ci saremo!

Buone vacanze da Pete Jr. and mummy

A volte, dire basta è una scelta di carattere. Grazie di tutto, Daniel

2eo870m

Ne ho accennato in “Magic Bus – Diario di una rock-girl”, ma forse pochi sanno che in uno dei miei primi periodi londinesi ho conosciuto Daniel Day-Lewis.

Sono appena rientrata da Milano, pronta per il turno di notte in redazione, e sto leggendo l’annuncio del suo addio alle scene. Premesso che spero davvero non sia dovuto a problemi di salute, la mia prima reazione è un sorriso.

Perché c’era un po’ da aspettarselo, dal più grande attore cinematografico vivente (secondo me – e non solo secondo me). Perché lo ricordo, ancora con quel pizzico di tenerezza di chi ha da poco voltato la pagina della sua adolescenza, alle prese con “Amleto” e, su quel palcoscenico di Londra, anche con una certa critica acidissima. Un Amleto così giovane, piombato dal nulla? Chi è mai costui, figlio di un celebre poeta, che gironzola vestito da freak con tanto di spilletta del suo idolo Keith Richards?

Daniel affrontò il ruolo Amleto subito dopo la morte del suo vero padre. La parola giusta è CATARSI. Era in preda a timidezza, furore, talento. Sapeva di ormoni e poesia. Generoso e di pochissime parole, ti prendeva silenziosamente per mano, dal teatro al mercatino sotto le colonne bianche di Covent Garden, per offrirti un gelato. Da quel gesto, intuivi che voleva compagnia. Lui, che a causa della sua miopia quasi non salutava il regista. Lui, che prendeva la Northern Line per raggiungere il suo bilocale periferico. Sempre lui, con le cuffiette nelle orecchie per ascoltare i Clash su un lettore portatile di musicassette.

tumblr_mk1c2t9azx1qzlevto7_500

Lo so, lo so. C’è un alone di magia in questo mio caro ricordo. Inevitabilmente, mi dichiaro colpevole. Sarebbero troppe le cose che (non) dovrei scrivere.

Non ho più incontrato Daniel, neppure quando lui trascorse alcuni anni a Firenze in ritiro (scelta che già fece in passato, per un po’), andando ad imparare come si fanno i sandali di cuoio da alcuni maestri di botteghe artigiane. Neppure quando lui girò i suoi film a Roma. Non l’ho mai intervistato, né ho mai chiesto di farlo. Forse, una parte di me voleva che lui restasse un po’ “sua”, legata alle memorie di una manciata di giorni da  sogno.

Però, insieme a tantissimi in tutto il mondo, ho seguito Daniel sul grande schermo. Con lui, ho pianto e ho riso. La sua immensa bravura mi ha persino spinto a odiarlo, in certi suoi ruoli. Mi ha fatto spesso ritrarre le gambe sulla poltroncina, con le ginocchia verso il mento mentre i respiri aumentavano.

Per quel poco che ho conosciuto Daniel Day-Lewis, questo annuncio ufficiale sembra tremendamente definitivo. Eppure, l’unica immagine che mi sovviene è una nuvola di gratitudine spinta da fortissimi venti.

Come lui, forse, nessuno.

article-2285349-184DAFEA000005DC-314_634x638

Il vero amore si dimostra, soprattutto, nella corsia di un ospedale

15542430_1228379357228238_5448315489794230643_n

Nella vita dei nostri bambini contano molto di più i sorrisi sinceri dei regali costosi. Ora che ci penso, anche in quella di (certi) adulti. Per gli altri/le altre, basta mettere in fila degli euro a furia di fingere di sorridere, rigirandosi nel proprio egoismo.

L’amore, però, è tutt’altra questione. E i nostri figli lo sanno.

Di seguito, come sempre, il Pdf della mia rubrica di mamma single su Portfolio di “Libertà”.

In foto LUCA PUCK FOLLETTO ISIDORI: della serie, quando le mamme single non sanno più che pesci pigliare, arriva un simpatico clown ad aiutarle. Fritto misto garantito. Con patate, possibilmente.

Alla prossima!

-documentazione-Pagine-1-6208738