Roger Daltrey si racconta

Sul nuovo numero di Classic Rock in edicola la mia intervista a Roger Daltrey degli Who e altri articoli imperdibili. Prossimamente sulle stesse pagine la mia chiacchierata con Wilko Johson, esempio tangibile di quanto il rock sia vivo e faccia bene. A chi lo ascolta e a chi lo fa. Buona luce.

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I’m Going Mobile

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Ecco l’approdo della mia estate 2018. Sono un tipo fedele.

Qui sotto, qualcosa forse manca – ma, potete giurarci, qualcosa aggiungerò. Vi spedisco le mie prime cartoline.

Lo so, da questo blog (e non solo) manco da un po’. E mi scuso, soprattutto con gli amici che mi invitano di qui e di là. Il fatto è che sto finendo un master universitario, sono agli sgoccioli ma dentro a un imbuto. “And there’s no time to think”, come canta quello là (che il tempo per andare a vederlo a Mantova l’ho trovato, eccome!)

Dunque, ciao. A presto. Magari lì sotto, nella bolgia o su poltroncine vellutate. In ogni caso, questo è ciò che farò da grande. E voi?

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Ciao Antonio, maestro della Gioia

Maestro Abreu, mai come in questo ultimo anno – in cui ho ripreso in mano i miei studi musicali e iscritto mio figlio al Conservatorio – ho pensato a te e a quanto la musica abbia cambiato la vita di tantissimi giovani. Sei stato un rivoluzionario delle periferie, ma forse sarebbe meglio definirti un sognatore che ha cambiato una parte di mondo da un’idea. Lo ha colorato, gli ha dato il pane e le rose nel cuore, dove prima c’erano povertà e solitudine.

Io appartengo a una fase della vita in cui i sogni sembrano un’inutile distrazione, ma tu continui a indicarmi la differenza tra un’illusione solitaria e un sogno collettivo. Il bene, alla fine, richiama il bene. E tu ci hai lasciato tanta, tanta, tanta gioia della musica. E, naturalmente, ci hai “regalato” Gustavo. Voglio dirti che il mio primo pensiero adulto è stato la convinzione che la musica sia un linguaggio straordinario di realizzazione personale e di pace, e voglio dirti che questo pensiero sarà anche l’ultimo che avrò.

Grazie!

“Heartbreak – La cosa vera”: vi aspettiamo giovedì 11 gennaio al Teatro Gioia

Quando un celebre drammaturgo inglese, stimato e sposatissimo, perse la testa per un’attrice di soap. E decise di scriverci sopra una pièce, sinora inedita.

Alle ore 21. Per trovare le differenze.

Con un cast appassionato – e una macchina da scrivere – diretti da Carolina Migli Bateson.

Dopo un felice debutto milanese, si gioca in casa (ma ci hanno già richiesti in giro, quindi saliremo sul Magic Bus). Cogliete l’attimo!

Per capire cos’è l’amore secondo Tom Stoppard ossia “un mistero illogico e impalpabile, impossibile da trattenere con la volontà, e che un giorno volerà via”.

Eppure, va bene anche così.

Un anno speciale

Il 2017 è stato un anno davvero speciale per me. Alcune cose stanno iniziando a germogliare, altre si sono consolidate.

Alle persone care preferisco parlare direttamente, i progetti li vedrete strada facendo. Mi sono rimessa a studiare, e l’ho deciso una notte l’estate scorsa a New York, mentre uno spicchio di luna bussava alla mia finestra.

Poi è arrivato il teatro.

Ci saranno decisioni da prendere, il prossimo anno. Di quelle che spostano l’orizzonte.

Vi comunico che il volume sugli Who, e un altro libro in pole position, usciranno nei mesi a venire. I dettagli contano e il tempo per perfezionare e selezionare si è dilatato. Abbiate fede.

Concludo ricordando alcuni dei tanti momenti più felici di quest’anno.

Un anno che, tra le altre cose, mi ha rimessa in pista con l’arpa (e ne ascolterete delle belle), portato nuove amicizie con persone eccezionali e riallacciato un rapporto d’affetto con una bambina, che oggi è uno splendore di rosa che sboccia, conosciuta da piccola, qualche anno fa.

Grazie a tutti. Anche a chi non si vede in queste foto, ma c’era e continua ad esserci.

E un grazie particolare alla città di New York. Io so il perché. Ma lo sa anche lei.

Eleonora