Ciao, Pegi. Sarai sempre un esempio

Avrei voluto dedicare, e l’ho scritto poco tempo fa, un articolo a Pegi Young. L’ho citata la scorsa primavera nella mia rubrica su Libertà. Scopro oggi, con sincera tristezza, che è scomparsa a 66 anni.

Pegi lascia due figli, di cui uno gravissimo, avuti dall’ex marito Neil Young. E una chitarra appoggiata al muro, che imbracciava dignitosamente, a dispetto dell’inevitabile ombra del celebre marito. Soprattutto, lascia in eredità (si spera) ai suoi collaboratori la gestione di quell’immensa realtà, voluta insieme a Neil e da lei diretta in prima persona, della Bridge School Community (che ha ospitato concerti benefici favolosi, in cui gli artisti si spogliavano del loro glamour per donarci il loro nudo cuore), dove gli spastici e i ragazzi con gravi deficit fisici e neuropsichiatrici possono ricevere un’istruzione e trovare, oltre che accoglienza e aiuto, la dimensione adatta alle proprie aspirazioni.

Della compagna fedele e straordinariamente generosa che è stata Pegi, sappiamo dallo stesso Neil Young, che nella sua autobiografia ne ha scritto con gratitudine e affetto. Contemporaneamente, Neil ha ritenuto – dopo una vita (e un progetto di vita) insieme – di mollarla per l’attrice Daryl Hannah, sulla quale non mi pronuncio (troverete dibattiti on line sulle sue vicissitudini antiche con Jackson Browne e John F. Kennedy Jr). Allo stesso modo, non ho niente da dire sulle scelte senili che tante persone – uomini e donne, non solo vip – compiono in tarda età, con svolte tanto strabilianti quanto incomprensibili a chi ne è fuori. Non le giudico.

E oggi, se permettete, non mi sento di criticare musicalmente Pegi. Possiedo alcuni suoi album, vi invito ad approfondirne la conoscenza.

Stamattina, davanti a una tazza di caffé lungo ormai raffreddato, penso solo, con una stretta al cuore, ai figli di Pegi. Alla sua riservatezza a proposito dei gossip e del divorzio da Neil. Alla sua sofferenza, che ha cantato recentemente senza mai perdere compostezza. Mantenersi coerenti, senza permettere al dolore di prevalere sui propri valori, è una grande opera umana.

Osservo le immagini sorridenti di Pegi. E lo confesso: lei è stata una di quelle donne che avrei sempre voluto essere e alla quale continuerò a guardare, lasciando le star di Hollywood (e de noi antri) a Novella 2000.

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