“In due” la mia rubrica di mamma single tutte le domeniche sull’inserto Portfolio del quotidiano Libertà

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Viste le richieste e i riscontri positivi ricevuti (anche in redazione, quindi un grazie davvero particolare al mio direttore, ai colleghi e soprattutto a Maurizio Pilotti, curatore di Portfolio, che ospita la mia rubrica settimanale), ecco di seguito il Pdf del debutto di “In due”.

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Vi aspetto tutte le domeniche. E, con me, anche un po’ il mio Pietro (qui sotto durante il suo primo Carnevale in maschera) al quale, come sempre, ogni parola di mamma è dedicata dal profondo del cuore.

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The Story of The Who – Ritrovamenti

Il mio libro “The Who – Pure And Easy” (Arcana) è stato recentemente ristampato.

Sugli Who ho scritto parecchio ed anche se “Magic Bus – Diario di una rock girl” (Editori Riuniti) risale al 1999, le mie ricerche storiche risalgono a qualche anno prima. Quando tartassavo Pete di lettere, domande e ricostruzioni, che tentavano di certificare basandomi su articoli o altre pubblicazioni e  capire, insieme a lui, quante cose fossero vere e quante incompiute. E’ stato un enorme privilegio, lo so benissimo.

Pete mi ha insegnato la generosità. Mi ha insegnato che un pass condiviso è una duplice gioia e che un’esperienza molto bella non va tenuta nascosta o sfoggiata come un vanto. Va distribuita perché il flusso dell’energia positiva funziona così. L’egoismo chiude le porte e attira negatività, l’altruismo mette in gioco e solo rischiando si può crescere – sì, credo che Meher Baba c’entri parecchio in tutto questo. Ma anche il mio amato Buddismo. The Sea Refuses No River. 

Dopo “Pure And Easy”, qualcuno mi ha chiesto: “Com’è stato collaborare con Pete?” Bé, è stato meraviglioso. Soprattutto gli incontri, è ovvio, ma anche i nostri scritti. E mi rendo conto di quanti altri libri potrei scrivere sugli Who, in base alle cose che lui mi ha raccontato in tutti questi anni. E’ scoccato il 2017: la prossima estate festeggerò i 35 anni della mia prima vacanza a Londra – o, per meglio dire, a Twickenham. Sembra passato un secolo, eppure sta tutto più che mai dentro al cuore.

NB: fino a pochi anni fa, si scriveva ancora a macchina. Come dimostra uno dei fogli che ho ritrovato nel magico baule dove tengo tutte le nostre lettere, in via San Siro. 35 anni di lettere di tutti i generi. Persino lo scorso Natale, in piena era tecnologica, mi sono arrivati gli auguri scritti a penna. Allora ho pensato ai tanti messaggi copia/incolla e social che ci scambiamo. E il suo stile mi è ancora più caro. “E’ perché tu lo adori”, mi son sentita dire. No, è vero il contrario: “E’ perché lui è così, che io lo adoro”.

Vi concedo questa pagina:

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