When a Man is a Man

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Il cielo sopra Burwash, nell’East Sussex inglese, oggi è limpido. Un po’ di sole splende per Roger, che festeggia i suoi 71 anni con la sua famiglia. C’è, come sempre, Heather al suo fianco, la sua seconda moglie e mitica Foxy Lady di hendrixiana memoria.

Mia moglie Foxy Lady di Jimi? Sì, però ha sposato me (cit.)

E ci si ritrova tutti, nell’immenso salone della casa di campagna, circondata da distese di prati, un laghetto e una stalla.

A proposito: appena si entra dall’ingresso principale, si viene accolti da rose. Tantissime rose. Perché si coltivano tantissimi prodotti e fiori, in casa Daltrey, ma le rose non mancano mai. Misteriosamente presenti, ad ogni stagione dell’anno. 

Ci sono Simon, il primogenito ex pugile, con la sua famiglia. C’è la sinuosa Rosie Lea con la sorella Willow, piccola e sorridente come il padre, e i nipotini. E poi c’è Jamie, l’ultimogenito.

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E pensare che, un tempo, sono stati bambini, poi ragazzi e adesso adulti.

Come sono passati, gli anni tutti questi anni pieni di avventure, addii, malattie, grandi felicità, emozioni. Sempre con la famiglia al primo posto (grazie anche ad una moglie devota, che lo ha perdonato, sapendo di essere amata e di amarlo con molta pazienza – scriviamolo).

Oggi eccoli lì, tutti: i figli e i figli dei figli, tra cui l’amatissima nipotina Lily.

(A pensarci bene, e con un pizzico di ironia, si direbbe che in famiglia non si sono fatti influenzare dalle famose “pictures”… o forse sì, chissà). 

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I 71 non sono i 70 ma non importa. Perché ogni compleanno in casa Daltrey è importante. Lo è non solo perché ci si ritrova tutti, si torna in quella casa che sempre accoglie. Lo è perché si sono perduti amici, sorelle, genitori… tantissimi affetti, troppi dolori.

Dolori che Roger ha cantato tirandoli fuori dall’anima, interpretando le canzoni di Pete e facendole sue.

Perché sapeva… 

Perché sentiva…

Ma il dolore inutile a Roger (e agli Who) non piace. Gli tira fuori la rabbia e i “coglioni” per andare là fuori e combattere. Ecco, dunque, la cosa migliore – oltre alla musica – che Roger ha fatto: l’impegno del Teenage Cancer Trust e tutto ciò che vi ruota attorno.

Lui è stato il primo a pensarci. Coinvolgere gli Who è stato facile (non intendo solo Pete e John, ma anche un intero management, che poi ha dato vita a più fondazioni), così come invitare metà mondo del rock a unirsi al coro. Più difficile – come mi raccontò lui stesso nell’intervista che è poi divenuta la prefazione del mio libro Tommy. The Who (edizioni NoReply) – abbattere muri e muri di burocrazia mettendoci la faccia e (again) i coglioni perché di vite umane trattasi.

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Questo blog nasce per essere confidenziale ed è rivolto in special modo agli amici e ai fan degli Who.

Per quanto riguarda la mia professione giornalistica, vi annuncio che sul prossimo numero di Classic Rock potrete leggere la mia intervista al loro manager Bill Curbishley, che parlerà del TCT (e di molto altro).

Come sempre, a fine marzo la Royal Albert Hall si trasforma in una girandola di concerti benefici con grandissimi nomi del mondo musicale, a cui partecipano anche i ragazzi che il cancro lo hanno combattuto e vinto, oppure giovani che stanno ancora stringendo i pugni nella loro battaglia per la vita. Questo è il 15esimo anno dell’evento a Londra (www.teenagecancertrust.org), ma nel frattempo l’operazione si è diramata in tutta l’Inghilterra e poi anche negli Stati Uniti.

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Lo so, starete pensando che qui non è ancora giunta la musica… vi sbagliate. La musica, quella degli Who sicuramente, con tutto questo c’entra moltissimo.

E allora… siete pronti per il recupero dei concerti londinesi, il 22 e il 23 marzo?

Dopo aver spento le candeline, per Roger (e Pete e il resto della band) inizia un periodo di incontri e di prove piuttosto assiduo. Due concerti sono saltati, per questioni di salute (di Roger, appunto, che si è ripreso bene), ed erano proprio i concerti “di casa”.

What’s your name?

Pete Townshend

And where are you from?

London

London where?

London, England

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Parlando con Bill, ho scoperto un’altra cosa bellissima sui prossimi concerti degli  Who. Voglio condividerla con voi.

Ogni volta che The Who registrano o suonano dal vivo, sotto l’egida del marchio, una percentuale va anche ai figli di Keith Moon e John Entwistle. In un ambiente in cui ci sono i (bravissimi, peraltro) fratelli Robinson che litigano e sciolgono i Black Crowes, sull’altra sponda ci sono Townshend e Daltrey

…che già stanno scaldando i motori. 

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