Goodbye, Real Good Looking Boy (e un forte abbraccio a Max Marchini)

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Per me, Greg Lake era legato essenzialmente alla sua ottima partecipazione come bassista alle sessioni di registrazione di Real Good Looking Boy, dopo la scomparsa di John Entwistle.

Pete Townshend possedeva, ancora per poco, l’Eel Pie Studio (che per anni è stata praticamente casa mia) e così, in riva al fiume Twickenham, con Roger Daltrey, Zak Starkey e qualche altro amico – su tutti il mitico Bob Pridden – si trovò con Lake per registrare uno dei due omaggi a John, contenuti nel Greatest Hits The Who: Then And Now (2004). L’altro brano era Old Red Wine.

 

 

Non sono propriamente una fan del Progressive, che però conosco piuttosto bene, con mie preferenze su gruppi e artisti rispetto ad altri. Ma ho incrociato nuovamente e più volte Greg Lake, come tantissimi piacentini, grazie ad una sola persona: Max Marchini. A lui, ricevuta la notizia, è andato oggi il mio primo pensiero. Non solo perché Max, con tutte le difficoltà del caso in quest’epoca di crisi, è riuscito a scuotere un po’ di nebbia padana portando a Piacenza alcuni grossi personaggi (Peter Hammill su tutti) per la sua rassegna “Musiche nuove” ma anche perché so quanto, nel corso degli anni, lui e Greg fossero diventati amici. Sinceri, al di là della reciproca stima professionale. Questo credo sia un momento non facile per Max, in un 2016 che ha già strappato a noi tutti un numero eccessivo di personalità del mondo della musica e dell’arte.

E’ a Max che si deve un album registrato al Teatro Municipale, e dedicato a Piacenza – con tanto di Dvd e bellissime fotografie di Franz Soprani. Ed è sempre grazie a Max se Lake collaborò costantemente, fino agli ultimi giorni (insignito tra l’altro via Skype di una meritatissima Laurea ad Honorem dal Conservatorio “Nicolini”), con la giovane promessa della musica contemporanea Annie Barbazza. Lake ha ceduto a Max Marchini anche la sua storica etichetta discografica, Manticore Records, trovandosi spesso all’Elfo Studio di Tavernago per lavorare insieme a Max, ad Annie, al tastierista e compositore Max Repetti e ad altri musicisti locali. Questo è un punto altamente significativo, una sorta di “addio” che può darci la misura tangibile della generosità e dello spessore di Greg Lake, anche da un punto di vista personale e non solo come fondatore dei King Crimson o negli Emerson Lake & Palmer (che, quest’anno, hanno detto addio anche a Keith Emerson).

 

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Il concerto di Lake al Municipale fu, giustamente, un po’ una festa popolare. Si trattava di un evento benefico, tra l’altro, con il sindaco Paolo Dosi che diede a Greg una targa e un omaggio della Città ed alcune parentesi parlate, basate sui racconti contenuti in una biografia firmata insieme a Max. Personalmente, avrei preferito meno suoni campionati, qualcosa di più intimo e acustico. Sono però convinta che un artista debba essere considerato non solo per una singola performance (ridotta all’osso e “misurata” rispetto a un determinato budget, tra l’altro), ma sempre nella sua globalità. Quel live che immortala il concerto a Piacenza resta forse l’ultima testimonianza di un musicista che ha fatto un bel pezzo di storia della musica. E per questo domani, venerdì 9 dicembre 2016, anche il quotidiano Libertà gli renderà onore.

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