We Can Be Heroes

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Grazie, mio piccolo compagno di viaggio. Sei alto quasi quanto me, ma hai un’anima ancora incontaminata. Grazie per questi giorni e per queste notti. Il tuo respiro sul cuscino lo riconoscerei tra mille. Così come le tue dita, a volte penso persino ogni singolo capello.

Grazie perché ti piace la musica e per aver ballato. Per aver sbuffato ogni tanto e chiesto, giustamente, dei compromessi. Qualche altalena e un bel numero di patatine fritte, infatti, le abbiamo assaggiate e te le dovevo tutte, alla faccia del politically correct.

Grazie per i capricci, pochi, e per riflettere quando mamma ti sgrida. Non sono sicura siano riflessioni buone, al contrario so che i genitori sbagliano, specialmente se ce n’è uno solo a dover compiere delle scelte. Ma sai, Pietro, noi due alla fine siamo sempre allegri e senza sforzo, il che mi fa pensare che assomigliamo a una “famiglia” più di quanto pensiamo. Ti dico subito che vorrei trascorrere molto più tempo con te, ma la scuola e il mio lavoro durante l’anno ce lo impediscono. Poi, però, arriva sempre l’estate (la mia stagione preferita, anche per questo) e allora ci prendiamo la nostra rivincita, perdindirindina!

Grazie per le coccole, per le pacche (anche se ho le gambe piene di lividi) e per le risate. Grazie per aver fatto un po’ di compiti: gli esercizi di grammatica sulle panchine di Washington Square sono un’esperienza bellissima, se poi arrivano due ore di parco giochi come premio.

Grazie per aver citato mio padre, sono curiosità che inizi ad avere e risponderti mi spalanca voragini di tenerezza. Grazie per avermi chiesto di vivere con te fino a 120 anni e, soprattutto, per aver sempre accettato di metterti in gioco, da che sei al mondo. Siamo ancora in salita, io e te. Però, forse qualcosa di buono da me lo hai preso ed è il coraggio. Tra tanti limiti, questo a mamma non è mai mancato. E se tu ce l’hai, allora sei un Bagarotti fatto e finito, altro che figli smidollati col culo nel burro.

Grazie per i miei errori, che inevitabilmente subisci, e per quelli che saprai comprendere e forse perdonare. Voglio scrivertelo qui, poi domattina ti faccio leggere la mia dichiarazione d’amore pubblica per un figlio. Quasi una festa, un cerimoniale su carta, anzi in Rete, così viaggia in tutto il mondo. E rimarrà qui per te, da rileggere quando sarai più grande, ogni volta che lo vorrai.

Non ho mai pensato che l’amore passi necessariamente attraverso vincoli di sangue, ci piace crederlo ma non è affatto così. Tra di noi, comunque, ce n’è tantissimo. Perché, come hai detto tu ieri sera mentre camminavamo in mezzo ai grattacieli: “Se sceglievo di nascere nella pancia di un’altra fidanzata, tu mica saresti la mia mamma, oh!” Come a dire: “Ho deciso tutto io e meno male.” E se devo proprio dirtela tutta, io in te credo tantissimo. Tanto che, dopo una settimana, avrei potuto tranquillamente mandarti in giro da solo con la Metrocard e saresti già stato in grado di andare a Times Square e tornare indietro a a Brooklyn.

Questa è la nostra prima estate – ce ne sono state altre belle, certo – senza visite mediche, ospedali e soste forzate. Niente pensieri, musi lunghi, gentaglia da poco. Niente falsità, solo bellezza.

Proseguiamo la salita, Pietro. Io fino a 120 anni non so se reggerò, ma mi impegno sin da ora a indicarti la strada perché tu possa muoverti bene in questo oceano meraviglioso anche se pieno di scogli.

I, I wish you could swim. Like dolphins, like dolphins can swim…

Prima, però, mettiamo in conto almeno un’altra quindicina d’anni di passeggiate newyorkesi. Io ci sto.

 

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3 pensieri su “We Can Be Heroes

  1. Anch’io ho dedicato un post ad una persona per me importante: https://wwayne.wordpress.com/2016/09/03/io-e-valeria/. Che ne pensi?

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    • Mi sembra di capire ciò che scrivi. Ho avuto, e ho, almeno tre amici maschi che sono come fratelli, voglio loro bene come fossero una parte di me. Uno, purtroppo, non c’è più. Gli dedicai un post su questo blog, all’inizio. Non credo però sia indolore un eventuale distacco.

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      • E infatti il distacco tra me e Valeria (avvenuto proprio il mese scorso) non è stato affatto indolore, anche se non è stato causato da un evento tragico come nel tuo caso. Per me rimane comunque una persona importantissima. Grazie per la risposta! 🙂

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