It Ain’t Me, Babe (per tutte le nostre scarpette rosse)

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La dolcezza scambiata per debolezza. La fierezza scambiata per durezza. La richiesta di un rapporto stabile e alla pari definita come una rigidità e una pia illusione. Ma quando dall’altra parte, qualcuno non capisce tutto questo, il problema non siamo noi: l’incapace è lui.

Credo fermamente che la violenza, anche quella dei gesti fisicamente più estremi, non spalanchi la porta come un tifone improvviso, ma passi per di lì. Ed anche se è giusto chiedere pene più severe, sensibilizzare sul tema ed educare i nostri figli al rispetto e alla parità (con tutti, non solo “di genere”), io sono convinta che il primo passo fondamentale per tutelare noi stesse sia uno, essenziale: non accettare mancanze di rispetto. Che siano allusioni o mortificazioni solo verbali, menzogne o manipolazioni, ricatti o tradimenti. Noi donne dobbiamo imparare a PRETENDERE IL RISPETTO QUANDO MANCA. E non come fosse una medaglia al valore da conquistare a fatica, ma la base di qualsiasi relazione – in campo lavorativo, amoroso, sociale. Un ABC che il mondo non è ancora pronto ad imparare o a mettere in pratica, e questo è evidente, spesso per opportunismo e prevaricazione. Due segnali che, nella realtà, non vestono altro che una profonda paura e vigliaccheria. E per favore, non viviamo come amebe nell’attesa dell’osso che ogni tanto ci tira la stessa mano che poco prima ci aveva bastonate: certe persone NON CAMBIANO!

Ricordiamoci bene che gli uomini per bene, e risolti, ci sono eccome! (NB: fanno l’amore infinitamente meglio degli altri perché sono presenti alla compagna e molto più generosi). E che non saremo noi a renderli tali. Men che meno “cureremo” i mali arcaici di chi ci dà botte e poi chiede scusa, di chi ci tradisce e pretende che non lo lasciamo, di chi ci giudica in base ai parametri della pornografia e crede pure di essere furbo. Siamo incappate in uno così? Vogliamo smetterla di “dannarci” l’anima e di rispondergli ogni volta che chiama? Ma un bel Vaffanculo definitivo, no?

Vogliamoci tutte più bene, iniziamo da piccoli passi e se non ci riusciamo da sole, chiediamo aiuto. Non sempre è facile perché ciascuna di noi ha il proprio bagaglio di storie, insicurezze e momenti difficili. Ma sta a noi non gettare i nostri valori, e il nostro valore (se ne abbiamo), nelle mani di porci violenti. Che non cambieranno, neppure se il nostro amore è sincero e puro. Perché loro, l’amore non sanno riconoscerlo.

E allora… se uno ascolta la Sesta di Mahler e rompe il vinile perché il suo animo bacato è convinto che il massimo sia Mengoni, la colpa non è del buon vecchio Gustav. Lasciamolo nella melma dei suoi limiti egocentrici.

Si arrabbia perché non siamo come vuole lui? E chi se ne frega! NON È UN NOSTRO PROBLEMA

 

 

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