See Me

C’è chi ci vede subito, mentre in tanti non riescono a farlo. Anche se gli accendiamo un faro in cima al naso, non ci vedranno mai per ciò che siamo. Quindi, noi perderemmo solo del tempo prezioso.

Le persone che ci vedono, arrivano tramite un evento raro e anche un po’ magico: L’INCONTRO.

A me è accaduto 35 anni fa: quella persona è stata subito in grado di vedermi, diventando uno degli uomini più importanti della mia vita. Naturalmente era accaduto anche con la sua musica straordinaria (sì, anche la musica ci vede) e con i suoi straordinari compagni di avventura.

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Un po’ è accaduto lo stesso quando Francesco Lucarelli (che è l’autore di questa foto ed è  a sua volta un musicista) mi ha invitata a strimpellare l’arpa insieme a lui. Non avrei mai pensato, quella sera in un borgo reggiano disperso nella nebbia, che un giorno avremmo condiviso un momento tanto bello, insieme a Isabella e ad Antonio. Perché sì, i momenti belli sono quelli veramente condivisi. In cui tutti, nessuno escluso, se ne tornano a casa con il cuore un po’ più caldo e i pensieri un po’ più lievi.

In quanto a me… io non so ancora cosa farò da grande. E l’ironia della sorte è che, spessissimo, chi mi incontra anche solo per poche ore pretende di inquadrarmi subito. A metà tra una rock-girl e una mamma single. Peccato, io sono io e dentro di me ci sono misteri. Tanti.

Ma onestamente, a me basta essere stata “vista” da Pete per ciò che sono, né più né meno. Per questo so che il nostro è un abbraccio sincero. Siamo tutti capaci di abbracciarci, o di metterci sdraiati a pomiciare, solo che “esserci” è diverso dallo “starci”.

Dopo due giorni con il sorriso stampato sulle labbra e il cuore ballerino, sto pensando di scrivere qualcosa di forte e di poetico sul Medley di Quadrophenia: è stato il cuore del concerto a Londra (13 febbraio 2016), ma è anche il cuore di una lunga storia. Una sorpresa, in questo tour già iniziato l’anno scorso, suonata e proposta in una maniera wagneriana, mentre le immagini degli ultimi 80 anni di mondo  si rincorrevano sullo sfondo e una chitarra lancinante tagliava la notte come un’orchestra impazzita.

Ci rivediamo a New York, caro Pete. Altro che, se ci VEDIAMO.

ps: andatevi un pochino a studiare le varie sfumature dei significati del verbo TO SEE in inglese. E chiedetevi: in quanti vi vedono? E quanti siete in grado di vedere voi?

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Un pensiero su “See Me

  1. “E chiedetevi: in quanti vi vedono? E quanti siete in grado di vedere voi?”
    pochi

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