4!

lennon

Non è facile scrivere di John. Per me è come trovare le parole più intime e trasformarle in racconto. E’ stata una bella sfida farlo, quest’anno.

John è stato il primo (in tutti i sensi, non solo per quanto riguarda il libro che ho chiuso di recente), ma poi sono arrivati tutti gli altri. C’era Paul, con la sua sconfinata discografia da riascoltare nel tentativo di estrarre qualche dettaglio che non fosse stato già scritto da altri. C’era George, che in questo momento sento particolarmente vicino poiché ho iniziato a meditare (grazie ad Alessandra Izzo, c’è sempre un’anima che ci allunga la mano e ci accompagna, quando accade di aprire una nuova porta). E c’era Ringo, con le sue infinite collaborazioni e la sua ricca discografia, che in Italia non era ancora stata raccontata.

Questo per anticiparvi che, all’inizio del 2016, uscirà un mio libro sui Beatles solisti, diviso in quattro, basato su argomenti specifici e sulla discografia di ciascuno. John, Paul, George e Ringo meriterebbero un’enciclopedia a testa, ma partendo da un’idea più “modesta” la mia scrittura è stata sempre sorretta da un grande amore. Amore vero e generoso. Lo stesso che tantissimi fan provano nei confronti dei Beatles, che hanno influenzato la vita di noi tutti – anche chi non lo sa o non lo ammette, deve loro qualcosa.

Ne saprete di più, quando sarà il momento. Nel frattempo, sono presissima dal mio prossimo libro, che devo scrivere direttamente in inglese e che, se tutto va bene, girerà il mondo. E’ una buona chiusura e un perfetto inizio, quello che sta per aprirsi all’orizzonte.

Ringrazio anticipatamente tutti coloro che hanno collaborato e collaboreranno (spero) al prossimo libro. Anche in questo caso, i dettagli emergeranno strada facendo. Ringrazio soprattutto mio figlio, che è la luce fondamentale di tutte le mie scelte. E ringrazio gli Who, che mi daranno l’opportunità di girare un pezzetto di mondo anche il prossimo anno, rinnovando un rapporto di fiducia sul quale si basa il 70% del percorso che ho intrapreso sino ad ora.

Quest’anno, c’è stato un “angelo in terra” che si è spesso preso cura di me, aiutandomi davvero moltissimo anche per quanto riguarda l’ultima avventura letteraria. Si chiama Alberto Dosi e voglio dirgli una cosa: il senso di tante emozioni, ascoltate e descritte, attese e condivise, sarebbe stato inutile senza poter contare sulla tua amicizia. Ti considero un fratello e ti dedico questo blog.

And in the end, the love you take is equal to the love you make

Sì, Alberto. E’ proprio così.

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Un pensiero su “4!

  1. Non smettere mai di raccontare Eleonara.
    ….e buone meditazioni.

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